17-18-19 Giugno 2021
Il mestiere impossibile. La genitorialità e la sua valutazione.

Convegno internazionale online.

Educare, come governare e curare, sono “mestieri impossibili” secondo Freud. Per antonomasia essere “buoni” genitori non si apprende, ma nondimeno necessita di precondizioni, poiché ogni figlio dell’uomo che nasce necessita di un’adozione simbolica anche da parte dei genitori naturali. La genitorialità genetica non offre alcuna garanzia su questo punto cruciale.
Così, può accadere che la Giustizia, direttamente o attraverso i propri consulenti tecnici si debba occupare di genitori. Dimissionari, abbandonici, maltrattanti, sofferenti o comunque, per qualche personalissima vicissitudine, momentaneamente o permanentemente spostati dalla posizione di genitore “sufficientemente buono”.
Il convegno formativo internazionale IMPG-Psicologia.io interroga sull’etica del ruolo di genitore psicologi e giuristi di rilievo nazionale e internazionale, per offrire riflessioni e strumenti di lavoro che hanno come fine specifico una valutazione della genitorialità che ambisce a essere funzionale a una sua specifica diagnosi, terapia, e a un auspicato recupero.

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RELATORI E CONTENUTI

Aldo Raul Becce

“Un papà uccide tutti!”
Riflessioni sulla funzione paterna attraverso un caso clinico-giuridico.

Jacques Lacan avverte che bisogna avere un padre per dopo poterne farne a meno. Ma come si costruisce questo ruolo? Come si incarna? Quali sono i suoi limiti? E quando si può farne a meno? Sarà Federico, un bambino figlio di un padre omicida, ad accompagnarci nel viaggio verso la risposta a queste domande. Attraverso la sua storia, che è una storia di dolore e di riscatto, confermerà -ancora una volta- la potenza devastante del trauma e la forza della vita nella sua riparazione.

Aldo Raul Becce: Nato in Argentina. Vive e lavora a Trieste come psicoanalista. Inizia l’esperienza clinica come membro fondatore di un servizio di psicopatologia in un ospedale a Buenos Aires, nel 1979. E’ stato Giudice Onorario presso il Tribunale per Minorenni di Trieste ed è Perito e Consulente Tecnico d’Ufficio in ambito penale e civile. Si occupa di orientamento e sostegno psicologico alle famiglie adottanti legate all’Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie. Presidente di Jonas Italia – Ente di coordinamento delle sedi locali Jonas, Telemaco e Gianburrasca che eredita i valori e la mission di Jonas Onlus – Centro di Clinica Psicoanalitica per i Nuovi Sintomi, fondata nel 2003 da Massimo Recalcati. È stato professore di Pedagogia Interculturale della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Trieste. Attualmente è professore delle materie Psicologia evolutiva 1 e Psicoanalisi applicata al campo giuridico nell’IRPA e del Seminario d’introduzione alla psicologia giuridica nella facoltà di psicologia dell’Università di Trieste. E’ autore del libro Scene della vita forense. Psicoanalisi Lacaniana e discorso giuridico. Mimesis, Milano 2017.

Stefano Benzoni

La responsabilità genitoriale tra etica della cura e etica dei diritti.

Che cosa è la responsabilità genitoriale? Quali forme assume nel genitore l’etica della responsabilità? Alla luce delle riflessioni della tradizione filosofica sul tema della responsabilità, è possibile ipotizzare che la responsabilità del genitore sia una sorta di ponte sospeso tra l’etica della cura, particolare e contingente, e l’etica dei diritti, universale e immanente.  Esiste allora, forse, anche una fondamentale similitudine tra la responsabilità genitoriale e l’etica della responsabilità degli esperti che sono chiamati a valutarla.

Stefano Benzoni: Neuropsichiatra Infantile, Psicoterapeuta. Docente presso la Facoltà Di Psicologia, Università Bicocca di Milano. Consulente Tecnico presso il Tribunale Ordinario e il Tribunale per i Minorenni di Milano. Tra le pubblicazioni recenti:  Partecipazione e valutazione di Esito nella salute mentale in età evolutiva (con AC Costantino e J. Lyons), Erickson 2020; Dalla  Tua Parte, la voce del minore nella tutela e nella curatela Speciale (con S. Cavenaghi), Erickson 2019;  Figli Fragili Laterza 2017.

Riccardo Bettiga

Dalla parte dei minori: ruoli, leggi, istituzioni.

Come è possibile perseguire l’interesse di un minore e, ancor più, garantirlo? Quali prassi è bene attuare affinché questa abusata espressione non ceda alla tentazione di tradursi in un mero contenitore semantico, ma acquisisca i contorni nitidi di un difficile, eppure realizzabile, traguardo metodologico? Alla luce di alcuni dati statistici, si cercherà di inquadrare, nell’ottica di una reale tutela dei diritti dei minori, quali siano le procedure e i protocolli che dovrebbero normare gli orizzonti metodologici di chi agisce a garanzia dell’infanzia.

Riccardo Bettiga: Psicologo-Psicoterapeuta. Attualmente è Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lombardia dall’aprile del 2020 ed è stato Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e consigliere del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi dal 2014 al 2019. Libero professionista, ha svolto negli anni ruoli consulenziali in diversi ambiti, dalla psicologia del lavoro allo sviluppo di progetti d’intervento in ambito scolastico/educativo. Attualmente opera principalmente nella clinica rivolta al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza in studio privato a Colico, Milano e Legnano. È docente dei Corsi EPG di Etica e Deontologia della Professione di Psicologo, del corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e del corso di laurea magistrale in Psicologia Clinica dell’Università degli Studi di Pavia.

Giuseppe Buffone

Nuove famiglie, nuove separazioni

Le relazioni familiari sfuggono a una catalogazione fissa, sia che le si guardi con la lente della scienza, sia che le si valuti con il filtro del diritto. L’autodeterminazione del singolo e la ricerca della piena libertà irrompono nei costumi tradizionali, nelle strutture sociali consolidate, facendo emergere nuove esigenze, di fronte alle quali il legislatore inizia a costruire nuovi equilibri, forgiando saggi di legificazione. È sufficiente posare l’attenzione su alcune vicende che hanno attraversato la giurisprudenza, nei tempi recenti, passando per un ampio dibattito nell’opinione pubblica: le unioni civili tra le persone dello stesso sesso e la “normativizzazione” delle convivenze di fatto; la rettifica del genere e la conservazione dei legami familiari precostituiti; la separazione della coppia di fatto e la tutela del genitore cd. sociale. Proprio di fronte a “nuove famiglie”, si pone il quesito se esse diano luogo a “nuove separazione”, già in punto di strumenti giuridici di tutela. E, di fronte a tanto di nuovo, il più è da venire.

Giuseppe Buffone: Nominato magistrato ordinario nel 2007, ha svolto le funzioni di giudice civile presso il Tribunale di Varese e di giudice in tema di diritto di famiglia, adulti vulnerabili e protezione internazionale degli stranieri, presso il Tribunale di Milano. Nel 2017, su decreto del Ministro della Giustizia, collocato fuori ruolo, presso il Ministero della Giustizia, Direzione Generale della Giustizia Civile, affari interni e internazionali. Nel 2021, ha preso servizio in qualità di Consigliere per la Giustizia e Affari interni alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea. Dottore di ricerca in Teoria del diritto e Ordine giuridico Europeo. Diplomato in bioetica internazionale a Praga (luglio 2006). Ha pubblicato molteplici contributi sul tema delle persone vulnerabili e delle relazioni familiari, toccando sovente temi di particolare sensibilità. Tra gli ultimi contributi pubblicati per la rivista “Guida al Diritto” del Sole24ore: Tutela del minore nato da Pma eterologa estera, praticata da due donne: serve una legge ad hoc (commento Corte cost. n. 32/2021) in Guida al Diritto, 2021, 12; La persona sottoposta ad amministrazione di sostegno conserva la capacità di donare, salvo sia esclusa dal giudice tutelare (nota a Corte Cost. sentenza 114/2019) in Guida al Diritto, 2019, 26; coautore in Codice della famiglia, diretto da F. Di Marzio, Giuffré editore, 2018.

Anna Cattaneo

Proteggere la famiglia

La famiglia, come ogni altro fenomeno umano, non è un prodotto della natura, ma della società e, in quanto tale, è soggetta a mutamento. Le famiglie stanno cambiando e le nuove costellazioni familiari sono costrette a sfide continue. In un dialogo aperto tra le due figure più autorevoli del panorama della tutela dei minori e delle loro famiglie, si cercherà di dare un volto a quelle che sono le nuove tipologie di famiglia mettendone in luce le caratteristiche e le esigenze in un quadro di tutela e di protezione.

Anna Cattaneo: Magistrato, Presidente della IX sezione civile del Tribunale di Milano.

Sonia Cavenaghi

Di verità virtù: la responsabilità soggettiva dello psicologo forense

Quale verità deve cercare lo psicologo forense? Nel corso di questo intervento si affronterà il tema del riconoscimento delle molteplici verità che il consulente tecnico incontra nel percorso di valutazione nell’ottica di una ricerca che si incardina sulla prudenza ed elogia la perseveranza nel dubbio.

Sonia Cavenaghi: Psicologa, Psicoterapeuta. È docente presso PSIBA, Istituto di Psicoterapia Del Bambino e dell’Adolescente di Milano. È Consulente Tecnico presso il Tribunale Ordinario e il Tribunale per i Minorenni di Milano. È autrice, insieme a Stefano Benzoni, di “Dalla tua parte”, Erickson Ed. (2019).

Armando Cecatiello

Affrontare e risolvere i conflitti familiari.  La pratica collaborativa, la mediazione  e il ricorso ai Tribunali,  il ruolo dell’Avvocato e dello psicologo: un confronto internazionale 

La crisi della famiglia sfocia sempre più spesso in un conflitto che può avere effetti devastanti sugli ex coniugi, ma soprattutto sui figli.  Per questo, le persone sono però sempre più portate a trovare metodi alternativi ai Tribunali per la risoluzione dei conflitti. Quali sono gli strumenti di cui devono munirsi i professionisti che intendono assistere le coppia in crisi? Quali le strategie vincenti? Quali gli interventi più indicati a sostegno anche della coppia genitoriale? Nel corso di questo intervento si parlerà della Pratica Collaborativa che, dall’esperienza di Stuart  Webb a Minneapolis, va diventando mainstream in tutto il mondo grazie al suo elemento distintivo: la multidispilinarietà. Avvocati, psicologi, commercialisti lavorano insieme ai clienti per trovare una soluzione condivisa, la soluzione tailor made per quella famiglia.

Armando Cecatiello: Avvocato laureato in giurisprudenza all’Università Statale di Milano; dal 1997 è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano ed è abilitato al patrocinio innanzi la Suprema Corte di Cassazione e le Magistrature Superiori. È Mediatore, Avvocato Collaborativo, Formatore alla Pratica Collaborativa ( per l’associazione italiana AIADC e per quella internazionale IACP). Ha fondato Soccorso Rosa Onlus, associazione che si occupa della prevenzione e dello studio della violenza di genere. E’ membro Aiaf (Associazione Italiana Avvocati Familiaristi), è autore di diverse pubblicazioni in materia di diritto di famiglia e tutela dei minori: “ Adesso Basta. Istruzioni contro l’Abuso” Boston Publishing, 2015; “Bullo Mi hai Rotto, 2016 Boston Publishing; “Separarsi Bene con la Pratica Collaborativa” Red! 2017. Collabora con la rivista Il Familiarista Giuffré Editore in materia di diritto di famiglia .

Adolfo Ceretti

La mediazione penale nella protezione della famiglia

La commissione di un reato comporta una lacerazione dei legami sociali tra l’autore e la parte offesa, un conflitto che spesso chiede di considerare istanze non delegabili di riparazione e di responsabilizzazione, essenziali alla tutela del patto sociale. Dall’incontro tra il reo e la vittima può nascere, dunque, un percorso di riparazione e di presa di responsabilità, in cui gli attori principali del processo tornano ad esserne i veri protagonisti. Alla luce di queste considerazioni si cercherà di analizzare come questo approccio possa inserirsi nel panorama professionale legato alla tutela della famiglia fornendo spunti metodologici e di riflessione per una reale valenza terapeutica. tutela e di protezione.

Adolfo Ceretti: Professore Ordinario di Criminologia nell’Università di Milano-Bicocca e docente di Mediazione reo-vittima. Dal 1998 è Coordinatore scientifico del Centro per la Giustizia Riparativa e per la Mediazione del Comune di Milano. È Vice-Presidente e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Criminologia. È autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche. Tra le sue monografie: “Cosmologie violente. Percorsi di vite criminali”, Raffaello Cortina, in collaborazione con Lorenzo Natali; “Oltre la paura. Cinque riflessioni su criminalità, società e politica”, Feltrinelli, in collaborazione con Roberto Cornelli; “Il libro dell’incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto”, Il Saggiatore, in collaborazione con Guido Bertagna e Claudia Mazzucato.

Maria Di Benedetto

La prospettiva temporale nel percorso di CTU

Quanto tempo occorre per valutare le capacità genitoriali? Il tempo di cui il CTU dispone è un tempo sufficiente? Lo è in ogni situazione o necessita di una stima rinnovata caso per caso? Di questo e, più in generale, della tematica legata alle tempistiche della Consulenza Tecnica, si parlerà nel corso di un intervento che intende collocarsi all’interno del panorama variegato e complesso in cui spesso le consulenze tecniche, o faticano da un lato a giungere ad una conclusione o, al contrario, si ritrovano imbrigliate in una rete di scadenze troppo strette.

Maria Di Benedetto: Psicologa, Psicoterapeuta, CTU per il Tribunale Ordinario di Monza e Lecco, Ausiliario del Giudice per il supporto allo sviluppo delle competenze genitoriali e co-genitoriali presso il Tribunale Ordinario di Monza. Svolge attività di Consulente Tecnico di Parte, di consulenza per i Servizi di Tutela dei Minori, di consulenza psicodiagnostica e di psicoterapia della coppia e dell’età evolutiva.

Maria Carla Gatto

Proteggere la famiglia

La famiglia, come ogni altro fenomeno umano, non è un prodotto della natura, ma della società e, in quanto tale, è soggetta a mutamento. Le famiglie stanno cambiando e le nuove costellazioni familiari sono costrette a sfide continue. In un dialogo aperto tra le due figure più autorevoli del panorama della tutela dei minori e delle loro famiglie, si cercherà di dare un volto a quelle che sono le nuove tipologie di famiglia mettendone in luce le caratteristiche e le esigenze in un quadro di tutela e di protezione.

Maria Carla Gatto: Magistrato, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano.

Mauro Vittorio Grimoldi

Lo psicologo giuridico come soggettività professionale. Il problema dei pre-giudizi clinici.

Il mito di una scienza capace di totale astrazione dalla realtà umana è stato sfatato. Tuttavia la tensione ideale nella redazione di una CTU deve rimanere ancorato al principio sancito dal Giuramento: fare conoscere al Giudice la verità. Seguendo i princìpi fondanti del lavoro sulle coppie genitoriali: la bigenitorialità, la legge 54/06, il superiore interesse del minore.

Mauro Vittorio Grimoldi: Psicologo giuridico, esperto di criminologia minorile e disturbi del comportamento in adolescenza. E’ stato responsabile dell’unità di valutazione dei minori autori di reato presso il TM di Brescia dal 1998 al 2012 ed è oggi Consulente Tecnico d’Ufficio per il Tribunale di Milano e consulente di parte in procedimenti civili e penali. E’ autore di “Adolescenze Estreme. I perché dei ragazzi che uccidono” (Feltrinelli) e di contributi sulla devianza minorile e sul disagio adolescenziale. E’ docente universitario a contratto di deontologia professionale, ideatore e responsabile delle iniziative formative “REC”. Dal 2010 al 2013 è stato Presidente dell’Ordine Psicologi della Lombardia.

Barbara Hummel, M.Ed., LPC

Nel corso di questo intervento si cercherà di entrare nei dettagli del ruolo che ricopre l’esperto delle relazioni nell’ambito del conflitto familiare e di come sia possibile integrare l’assistenza legale agli ex partner con un supporto da parte dell’esperto della relazione. Favorire la comunicazione, sostenere le persone nelle difficoltà legate alla crisi della famiglia, fare in modo che la coppia di ex si riscopra coppia genitoriale, instaurando una relazione di qualità con avvocati, psicologi e commercialisti che supportano gli ex coniugi anche rispetto alle loro interazioni.

Barbara Hummel: Consulente professionale autorizzato, lavora in uno studio privato a Cincinnati, Ohio dal 1988. È stata co-presidente della Cincinnati Academy of Collaborative Professionals a Cincinnati, OH, e ha fatto parte del consiglio di amministrazione locale per oltre quindici anni. Attualmente, è membro della facoltà per l’Accademia internazionale dei professionisti collaborativi da cinque anni ed è membro della Task Force per l’istruzione superiore per l’organizzazione. Ha inoltre fatto parte di un team di formazione che ha introdotto la pratica collaborativa interdisciplinare in Italia, che comprendeva sei corsi di formazione su un periodo di cinque anni.

Valeria la Via

Non solo tecnica: etica e deontologia del clinico che non cura

Come si pesa la responsabilità professionale dello psicologo forense? Come si concilia la norma deontologica con le norme giuridiche e procedurali che definiscono il contesto e i confini della consulenza tecnica? Quali sono gli errori metodologici, scientifici, deontologici più frequenti? Che cosa consente di proteggere un setting tanto spesso attraversato da istanze estranee alla clinica? II sapere e il saper fare del perito devono forse essere inquadrati in qualche forma di sapienza che connoti il suo saper essere? Si parlerà della ginnastica del dubbio, della tolleranza del dilemma, dei dispositivi interni che permettono di dare risposte senza cessare di fare sempre nuove domande.

Valeria la Via: Psicologa, Psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, specialista in Criminologia clinica. Lavora come psicoanalista e consulente tecnica in ambito forense e si occupa di approcci qualitativi alla criminologia.

Melissa Lesson, Partner Mishcon de Reya LLP

Dove risiedono le principali differenze tra i procedimenti giudiziari condotti rispettivamente in Inghilterra, in Francia e in Italia? Qual è il ruolo dello psicologo nei procedimenti e quale importanza ha, per le Corti, la valutazione sulla capacità genitoriale? I tempi, il rito, la forma, persino una diversa trattazione  dei casi  possono avere conseguenze molto diverse sugli ex partner e sui figli. Nel corso di questo intervento si  cercherà di affrontare l’aspetto della separazione dal punto di vista del conflitto giudiziario, un percorso difficilissimo che implica spesso gravi sofferenze per tutte le parti coinvolte in particolar modo per i figli. 

Melissa Lesson: Avvocato e partner nel dipartimento famiglia e dirige il team anglo-francese di diritto di famiglia. Ha una laurea in giurisprudenza sia presso le Università di Londra che di Parigi ed è stata allieva presso 1 Hare Court. È stata chiamata all’ordine degli avvocati nel 1998 ed è diventata partner di Mishcon de Reya nel 2008. Parla a conferenze internazionali ed è membro dell’International Academy of Family Lawyers (IAFL). Guida l’appartenenza di Mishcon alla Camera di Commercio francese e contribuisce regolarmente agli articoli al loro sito web.

Moira Liberatore

La valutazione della violenza familiare nelle CTU in materia di affidamento

Quali sono i criteri scientifici attraverso cui è possibile valutare, nella prospettiva della tutela del minore, se le condizioni familiari in cui il bambino si trova mettono a rischio il suo sviluppo psicosociale e rappresentano, dunque, una situazione di pregiudizio? Quali sono le metodologie attraverso cui è possibile interfacciarsi alla violenza intrafamiliare in sede di CTU proponendone poi una prudente valutazione? A questi e ad altri interrogativi si cercherà di dare risposta nel corso di questo intervento, che intende inserirsi all’interno di uno scenario fin troppo noto in cui l’elevata conflittualità e le dinamiche disfunzionali sempre più spesso sommergono e, talvolta, addirittura travolgono psicologi forensi e giuristi.

Moira Liberatore: Psicologa Psicoterapeuta c/o Unità Psico-forense, Milano. Perito e Consulente tecnico del Tribunale di Milano. Docente presso la Scuola di Alta Qualificazione in Psicologia Investigativa, Criminale e Forense della Fondazione Guglielmo Gulotta di Psicologia Forense e della Comunicazione.

Vittorio Lingiardi

Disturbi di personalità e valutazione delle competenze genitoriali

Cosa può dirci, in tema di “competenze genitoriali”, insieme al colloquio clinico, una diagnosi psicodinamica della personalità? Esistono indicatori del funzionamento psichico e relazionale a cui dobbiamo prestare particolare attenzione? A partire dal modello di valutazione della personalità proposto dalla nuova edizione del Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2) e dalla Shedler-Westen Assessment Procedure (SWAP-200), cercheremo di capire che tipo di indicazioni possiamo ricavare da un approccio diagnostico clinicamente sensibile, con particolare attenzione allo sfaccettato continuum delle dimensioni narcisistica e antisociale.

Vittorio Lingiardi: Psichiatra e Psicoanalista, è Professore ordinario di Psicologia dinamica alla Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma. È presidente della Society for Psychotherapy Research-Italy Area Group (SPR-IAG). Con Nancy McWilliams è coordinatore scientifico del progetto internazionale Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM-2). Ha ricevuto vari premi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Cesare Musatti della Società Psicoanalitica Italiana (2018) e il Research Award della Society for Psychoanalysis and Psychoanalytic Psychology dell’American Psychological Association (2020). Per Raffaello Cortina dirige la collana «Psichiatria Psicoterapia Neuroscienze». Collabora con «il venerdì di Repubblica», dove tiene la rubrica settimanale Psycho, «la Repubblica» e l’inserto culturale «Domenica del Sole 24 Ore». Il suo ultimo libro si intitola “Arcipelago N. Variazioni sul narcisismo” (Einaudi, 2021).

Silvia Mazzoni

La valutazione triadica nel LTP

Quali sono gli aspetti che più influenzano le relazioni familiari? Cosa si intende per stili di co-genitorialità? In che misura essi agiscono sul bambino? Nel corso dell’intervento, si cercherà di leggere l’osservazione delle relazioni familiari tramite l’utilizzo di uno strumento prezioso sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico: il Lausanne Trilogue Play, un metodo ideato dal Gruppo di Losanna per valutare lo sviluppo della comunicazione intersoggettiva familiare non solo dalla nascita del bambino, ma anche nella fase pre-natale, quando i genitori si preparano ad accogliere il figlio all’interno della coppia.

Silvia Mazzoni: PhD, Psicologa, Psicoterapeuta, Professore Associato in Psicologia Dinamica presso il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica, Sapienza Università di Roma. Titolare, presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma, degli insegnamenti di Tecniche di osservazione e valutazione clinica nella famiglia e di Conflitto e Mediazione. Dal 2002 ad oggi docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica della Sapienza Università di Roma. È didatta presso l’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma. Co-Direttore della Rivista di Terapia Familiare (Franco Angeli Editore). Ha scritto vari articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali ed è autrice dei volumi L’intersoggettività nella famiglia: procedure multi-metodo per l’osservazione e la valutazione delle relazioni familiari (con Mimma Tafà edito da Franco Angeli nel 2007), Osservare, valutare e sostenere la relazione genitori-figli (con Marisa Malagoli Togliatti edito da Raffaello Cortina Editore nel 2006).

Dario Merlino

Il trattamento delle gravi disfunzioni genitoriali: il contesto della “valutazione della recuperabilità delle competenze” come opportunità per il cambiamento

Nel corso dell’intervento si esamineranno i nodi critici, i limiti e le possibilità, di una presa in carico efficace di genitori che hanno messo in atto comportamenti mal-trattanti nei confronti dei figli o che si trovano in una condizione di forte rischio e fragilità sul versante delle loro competenze di protezione e di accudimento.  La proposta sarà  centrata sulla necessità di uscire da una prospettiva esclusivamente valutativa e giudicante per attivare, sebbene in un contesto prescrittivo, possibili trasformazioni delle relazioni tra i genitori e i figli. Particolare attenzione sarà data al tema delle “risonanze emotive” dei professionisti che incontrano questa tipologia di problemi.

Dario Merlino: Psicologo e Psicoterapeuta, è responsabile dal 1994 del Progetto Casa Base della Cooperativa Paradigma (progetto di intervento sul maltrattamento e l’abuso all’infanzia). Docente e supervisore nell’ambito delle attività formative promosse sulle tematiche del maltrattamento e dell’abuso all’infanzia. Ha svolto attività formative e di supervisione rivolte agli operatori  di servizi per enti pubblici e del privato sociale tra cui la Regione Piemonte. Dal 2009 è didatta della Scuola Mara Selvini Palazzoli ed è responsabile della sede di Torino.  E’ stato nel triennio 2010-2013 Presidente del CISMAI.

Daniela Pajardi

La consulenza tecnica di fronte a situazioni critiche della relazione figlio/genitore.

La conflittualità coniugale rappresenta il nodo fondamentale delle cause di separazione conflittuale. Ma quali sono le situazioni più gravi e gli indicatori di rischio evolutivo sui minori coinvolti? Quali gli interventi giudiziari e psicosociali più idonei? Come si considera la violenza intrafamiliare in una CTU o il rifiuto di un genitore da parte di un figlio in termini di disturbo della relazione, di fenomeno clinico? Alla luce dei dati che emergono dagli studi e dalla pratica peritale sul campo, si cercherà di proporre una disamina dei più importanti fattori di rischio evolutivo che il clinico forense incontra nella valutazione della genitorialità.

Daniela Pajardi: Professore associato di Psicologia Giuridica e Penitenziaria  e di Psicologia Sociale all’Università di Urbino dove è anche Referente del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e dirige il Master in “Psicologia Giuridica, Penitenziaria e Criminologia”. Dirige il Centro di Ricerca e Formazione in Psicologia Giuridica dell’Ateneo, e da 20 anni il Corso di Perfezionamento universitario che forma gli psicologi all’attività di consulente tecnico d’uffico e di parte (“La consulenza tecnica psicologica in ambito forense”). È Coordinatrice del Polo Universitario Regionale distaccato presso la Casa di Reclusione di Fossombrone. È Referente del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Clinica dell’Università di Urbino. È uno dei coordinatori del Gruppo del “Danno alla sofferenza” dell’Osservatorio Milanese sul Danno alla Persona del Tribunale di Milano. E’ Presidente della Associazione Clinici Forensi per le Famiglie (ACFF).

Laura Parolin

Gli strumenti testali per la valutazione della genitorialità

Con quali strumenti è bene accompagnare una valutazione delle capacità genitoriali? Esistono strumenti in grado di fornire un quadro attendibile e valido di quelle relazioni intersoggettive che regolano la comunicazione all’interno del contesto familiare? In che modo i test possono essere di supporto alle indagini peritali in sede di CTU? Queste e altre tematiche verranno affrontate nel corso di un intervento che si propone di attribuire al complesso mestiere dello psicologo forense un volto tecnico fondato su metodi scientifici e criteri standard di valutazione.

Laura Parolin: PhD, professore associato in Psicologia Dinamica presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Dal 2007 psicoterapeuta, con una consistente collaborazione con l’Associazione per la Ricerca in psicologia Clinica (ARP) di Milano di cui diventa Associata nel 2010. Dal 2014 al 2019 Segretario dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e dal gennaio 2020 eletta Presidente dell’Ordine degli Psicologi e da febbraio 2020 Vice Presidente dell’Ordine Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

Rossella Procaccia

La valutazione delle capacità genitoriali nei contesti di violenza su minori

Come si valutano le capacità genitoriali in quei contesti in cui il minore è vittima di violenza? Può la CTU disposta dal Tribunale dei Minori disporsi in un’ottica di recuperabilità delle relazioni? L’obiettivo dell’intervento sarà quello di avviare una riflessione condivisa sul delicato e doloroso tema della violenza sui minori, distinguendo tra le varie forme di maltrattamento nell’infanzia e analizzando le possibili conseguenze che i bambini, che vivono in un sistema familiare dove la relazione di attaccamento alle figure significative è compromesso, possono subire. 

Rossella Procaccia: Psicologa, Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico. Dottore di ricerca in Psicologia dello Sviluppo del Processi Linguistici; ricercatrice in Psicologia dinamica presso l’università E Campus; Docente presso Università Cattolica del Sacro Cuore nella Laurea specialistica in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi di Tutela; CTU presso Tribunale Ordinario di Milano, sezione IX, Perito per il Tribunale per i minorenni di Milano nei procedimenti penali che coinvolgono minori; Tecnico Ausiliario nelle audizioni protette di minori in ipotesi di abuso; Membro del direttivo di Acff (associazione clinici forensi per la famiglia).

Massimo Recalcati

La Legge, le Leggi

“Eccomi” è la prima parola della genitorialità, “sono qui per te, ti ho voluto, tu sei mio figlio”. Perché essere genitori è prima di tutto un atto di presenza e di parola, è la presa salda di una responsabilità illimitata che non chiede nulla in cambio, ma che risponde pronta a quel grido nella notte che una nuova, piccola esistenza lancia al fine di reclamare il segno dell’amore incondizionato. Tuttavia, l’essere umano diventa tale se comprende che non può essere tutto, avere tutto, sapere tutto. Questa è la legge delle leggi, quella che, nel suolo della vita, innesta il senso del limite, l’esperienza del no. Questa è la legge del Padre, del Nome del Padre, è la legge che dismette il suo volto più severo e si umanizza, poiché non si contrappone al desiderio, bensì lo sostiene.

Massimo Recalcati: Psicoanalista saggista e accademico italiano. Fondatore, nel 2003, di Jonas Onlus: Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi. E’ Professore a contratto presso le Università di Pavia e IULM di Milano e Direttore Scientifico della Scuola di Specializzazione in psicoterapia IRPA (riconosciuta dal MIUR per la formazione di psicoterapeuti) di Milano. Svolge attività di Supervisore Clinico presso diverse istituzioni sanitarie. Collabora con alcune riviste specializzate italiane e internazionali e con le pagine di Repubblica e La Stampa. Le sue numerose pubblicazioni sono tradotte in diverse lingue.

Alessandra Maria Roberta Santona

Le coordinate della competenza genitoriale

Cercare di definire, nel panorama attuale, la capacità genitoriale può risultare complesso dal momento che, negli ultimi decenni, le configurazioni familiari e sociali hanno subito importanti trasformazioni e sono in costante mutamento. Nonostante ciò è possibile individuare, sia nei percorsi clinici, sia nelle evidenze empiriche alcune coordinate intrapsichiche, relazionali e sociali che definiscono la competenza genitoriale. Lo spostamento di focus sulle risorse del sistema genitoriale, e non sulla disfunzione, divien, inoltre, elemento centrale per identificare il potenziale indispensabile e sufficiente che dovrebbe essere presente nella diade genitoriale. In linea con quanto descritto, il focus dell’intervento è riflettere sugli indicatori del funzionamento genitoriale che possono essere considerati indicativi della capacità genitoriale.

Alessandra Maria Roberta Santona: Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca, insegna “Psicodinamica dello Sviluppo e delle relazioni familiari” e “Normalità e Patologia nelle relazioni familiari”. È Presidente del corso di laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca. Psicoterapeuta familiare. Docente presso la Scuola di Specializzazione Accademia di Psicoterapia della famiglia. È referente dell’equipe post-adozione del CIAI (Centro Italiano Aiuti all’Infanzia).

Alessandra Simonelli

L’interazione diadica adulto-bambino e la costruzione della relazione: modelli teorici e strumenti di osservazione

L’intervento si propone di presentare gli attuali approcci bio-psico-sociali di concettualizzazione e di studio della qualità delle interazioni e delle relazioni adulto bambino, con particolare riferimento alle recenti concettualizzazioni del parental brain e del funzionamento cerebrale dell’adulto posto in condizioni di cura nei confronti del piccolo, soprattutto nelle prime fasi di vita. Verranno anche approfonditi strumenti e tecniche di osservazione che possono costituire importanti riferimenti per il lavoro clinico, nella valutazione della qualità del parenting e delle sue eventuali distorsioni rispetto a quanto atteso. Infine, verrà affrontato il tema delle ricadute sugli interventi delle informazioni ottenute tramite l’osservazione diadica, con l’obiettivo di individuare modalità di supporto all’adulto ma, in particolare, di sostenere lo sviluppo e il benessere del bambino a breve e lungo termine, evitando esiti psicopatologici emergenti.

Alessandra Simonelli: Psicologa e psicoterapeuta, professore ordinario di Psicopatologia dello Sviluppo presso l’Università di Padova, Direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sviluppo e della Socializzazione del medesimo Ateneo. Da molti anni si occupa dello studio della qualità delle interazioni e delle relazioni precoci tra adulto e bambino in condizioni tipiche, atipiche e/o psicopatologiche e delle eventuali ricadute sullo sviluppo e sul benessere a breve e lungo termine. Negli ultimi anni ha aperto a ricerche sugli aspetti biologici del parenting, con particolare riferimento ai temi del funzionamento cerebrale dell’adulto in condizioni di cura del bambino, soprattutto nelle prime fasi di vita di quest’ultimo.  E’ autrice di molteplici paper di ricerca su questi temi e di alcune monografie che approfondiscono i risultati delle ricerche aprendo alle applicazioni cliniche degli stessi, sia rispetto alla valutazione, sia rispetto ai modelli di intervento sul parenting.

Kevin R. Scudder

Dai divorzi miliardari che finiscono sui rotocalchi  a quelli di coppie normali,  spesso le “regole del conflitto” sono le stesse:  la mancanza di comunicazione, le abitudini sbagliate che non si riescono a correggere, così come l’attaccamento a beni e valori di cui a ben vedere si ha poco interesse. Nel corso di questo intervento si cercherà di illustrare l’importanza del dialogo con il cliente, dell’ascolto e dell’importanza di un intervento multidisciplinare anche attraverso la pratica Collaborativa e la mediazione.

Kevin R. Scudder: Avvocato collaborativo, mediatore, scrittore, formatore ed è l’ispirazione dietro il Seattle Collaborative Law Center, PLLC con sede a Seattle, WA. È membro del consiglio di amministrazione dell’International Academy of Collaborative Professionals, collaboratore regolare della comunità letteraria collaborativa e ex presidente dell’Organizzazione Collaborativa Statale dello Stato di Washington, i Professionisti Collaborativi di Washington. È uno degli autori che ha contribuito al libro pubblicato dall’American Bar Association, co-edito da Adam Cordover e Forrest “Woody” Mosten, sullo sviluppo di una pratica di pacificazione soddisfacente e redditizia.

Chiara Vendramini

Sostenere la bi-genitorialità: la mediazione familiare, un percorso possibile

Nel mio intervento illustrerò le caratteristiche della mediazione familiare evidenziando come questa opportunità possa essere uno strumento di sostegno alla bigenitorialità intesa come partecipazione attiva da parte di entrambi i genitori nel progetto educativo, di crescita e di assistenza della prole. Nel fare questo vi porterò la mia esperienza ventennale come mediatrice familiare formata presso la scuola dell’Associazione GeA Genitori Ancòra, associazione di promozione sociale privata senza fini di lucro, fondata nel 1987 da Fulvio Scaparro e Irene Bernardini per sostenere genitori e figli coinvolti in separazione/divorzio e per introdurre in Italia la conoscenza e la pratica della mediazione familiare, come strumento di prevenzione del maltrattamento all’infanzia dovuto a separazioni altamente conflittuali. Chi da molti anni si occupa di genitori e figli nella separazione riscontra con soddisfazione un crescente interesse verso la mediazione familiare ma fa anche i conti con una conoscenza non sempre corretta ed esauriente di questa pratica. La mediazione familiare può essere considerata un’attività di prevenzione del disagio minorile causato da una separazione vissuta all’insegna di un’alta conflittualità protratta nel tempo, è uno strumento, come lo definisce Fulvio Scaparro, rivolto alla tutela dell’infanzia dall’abuso da cattiva separazione, tutela dell’infanzia agita attraverso il sostegno ai genitori nella ripresa della comune responsabilità genitoriale. Concludo con le parole della dottoressa Gloria Servetti, Presidente oggi della Corte d’Appello del Tribunale di Trento, già Presidente della 9° sezione del Tribunale Ordinario di Milano, autrice della prefazione del libro curato da me e da Fulvio Scaparro “Pacificare le relazioni familiari. Tecniche ed esperienze di mediazione familiare” edito da Erickson, 2018: “…E proprio aprendomi via via alla conoscenza della mediazione familiare incominciai in quegli anni a comprendere quali fossero la forza e le potenzialità di un intervento di questo tipo: parti non più destinatarie passive di provvedimenti piovuti dall’alto ma adulti responsabilizzati e, dunque, responsabili della loro vita e di quella dei figli, coppie non più tali ma capaci di riappropriarsi di un ruolo comune che non può mai essere dismesso, minori che hanno sì perduto la compresenza quotidiana dei genitori ma che fruiscono del meglio che ciascuno può loro offrire e che si sentono davvero oggetto dell’affettuosa e incondizionata dedizione parentale.
…Nulla di strano e nulla di miracoloso: solo il frutto di un’adeguata cura delle relazioni, solo l’esito di un percorso di trasformazione capace di far emergere il meglio di ciascuno salvaguardando e, anzi, promuovendo l’immagine dell’altro nel reciproco rispetto e grazie alla valorizzazione delle rispettive risorse …”

Chiara Vendramini: Psicologa clinica, mediatrice familiare dal 1999. Presidente dell’Associazione GeA Genitori Ancòra. Co-fondatore e referente per la regione Lombardia di MEDEFitalia, Mediatori della famiglia – Italia. Mediatrice familiare presso il Centro di mediazione familiare dell’Associazione GeA e presso il centro di consulenza psicologica e pedagogica della Cooperativa Sociale Milagro Onlus di Melzo (Mi). Professore a contratto presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano, corso di laurea magistrale in Psicologia dello sviluppo e dei processi educativi.

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